Panificazione bosina e tradizionale italiana, consulente,maestro,docente,dimostratore e formatore di pane pizza prodotti lievitati per Associazioni,Fiere,Privati,CFP,Scuole Alberghiere, Enti Agenzie ed Aziende. Corsi e dimostrazioni in Italia e estero. Iscritta OTA. Giudice di gara in competizioni nazionali e mondiali. Numerose pubblicazioni tecniche.Autrice n. 4 testi di Arte Bianca. Direttore Quotidie Magazine. Presidente Quite-Alan
lunedì, ottobre 01, 2012
Il lievito madre contiene il lievito industriale o di birra?
venerdì, agosto 03, 2012
Pane e pizza: due mondi un'unica passione

sabato, maggio 19, 2012
Panificatori al Campionato del Mondo della pizza 2012
Qualche anno fa. La Dott.ssa Lauri mi disse che aveva un sogno: far sì che due categorie quella dei pizzaioli e dei panificatori, potessero andare d’accordo anzi che collaborassero attivamente tra di loro, cosa fino a quel momento irrealizzabile perché, come due fratelli, erano in continua lotta. Inizialmente non le diedi peso perché consideravo l’impresa un pochino impossibile, ma come sempre, non tenni conto della sua tenacia e determinazione, unite a doti umane di umiltà, comunicabilità, correttezza, scrupolosità e preparazione. Gli anni passavo e nel frattempo lei è diventata Presidente Nazionale Lady Pizza della Federazione Italiana Pizzaioli nel Mondo con sedi e scuole in tutto il mondo ed stava realizzando quel desiderio. Infatti, eccomi qui a raccontare un’impresa che, grazie a lei, mi ha visto protagonista: la partecipazione mia e di alcuni panificatori della FIPPA in giuria al 21° Campionato del Mondo di pizza svoltosi a Salsomaggiore dal 16 al 18 aprile 2012. Per la prima volta in assoluto nella storia del Campionato la FIPPA è stata presente, in delegazione, ad una manifestazione di tale portata, portando i suoi uomini/donne a sedersi a fianco di chefs e pizzaioli internazionali! Simona Lauri, Carla Barbieri, Fabrizio Nistri, Angelo Tudisco hanno detto sì. Simona prima e poi a seguire Fabrizio erano già presenti da alcuni anni a tale evento, ma come spesso succede, nessuno di noi della FIPPA ha mai dato importanza a questo fatto relegando la notizia come … di poco conto ed irrilevante. Già a Verona, Simona e Fabrizio avevano fatto esibire la Campionessa del Mondo di pizza classica in carica Rosa Casulli, ma ancora una volta nessuno di noi, vertici federali compresi, li ha ascoltati! Imperterriti sono andati avanti fino all’IMPRESA storica di Salsomaggiore. Non solo, ma Simona, Fabrizio ed Angelo hanno inoltre formato la giuria dei professionisti che ha valutato le presentazioni artistiche sulla base di un dettagliato regolamento fatto proprio da Simona e Fabrizio. Come categoria dobbiamo veramente imparare tanto dai pizzaioli perché in effetti ci siamo sempre vantati di saper fare la pizza, ma nessuno di noi sa cosa sia il concetto di “maturazione” e Chi lo sa, non lo ha mai preso in considerazione seriamente. Ecco proprio cosi, pochissimi panificatori considerano questa fase della lavorazione, mentre la maggior parte pensa di poter fare un ottimo prodotto passando semplicemente un po’ di pomodoro e mozzarella magari sulla pasta avanzata di qualche impasto e di cuocere il prodotto due ore dopo. Dobbiamo imparare tanto dai pizzaioli e ve lo dice una che la pizza pensava proprio si facesse così! Delegazioni dal Giappone, America, Svizzera, Croazia, Bulgaria, Francia, Australia, Germania, Cina, Irlanda, Italia che concorrevano per il titolo di campioni del Mondo di pizza classica, pizza in teglia, STG, free style singolo e a squadre, pizza senza glutine, pizza a due (pizzaiolo e chef insieme) e Presentazioni artistiche pronte ad aiutarsi tra loro, in qualsiasi momento, con grande umiltà come fossero un’unica grande delegazione. Si respirava un’ aria pulita, allegra, collaborativa abbinata a professionismo di elevatissimo livello e totale assenza di giochi di potere o sotterfugi particolari. Le quattro giurie erano composte da quattro giudici scelti casualmente tra circa 50 giudici chiamati apposta per l’occasione, da ogni parte del mondo, il cui compito era quello di valutare sia il gusto sia la cottura sommando i relativi punteggi. I risultati, a loro volta, venivano inviati ad un elaboratore che provvedeva a stipulare la classifica dei voti accumulati sia come punteggio di giura “Gusto Cottura” sia come punteggio dei giudici ai forni. Tutto questo veniva realizzato ogni volta e per un totale di circa 400 iscritti. Se tutto questo può non bastare per sottolineare la correttezza assoluta della votazione si abbini il fatto che sul campo di gara era presente anche la figura del Coordinatore di Giuria il cui compito era quello di indirizzare il concorrente verso una giuria o un altra in modo tale che fino all’ultimo secondo nessuno giudice/concorrente potesse sapere di chi fosse la pizza in esame e/o da quali giudici fosse valutata. Inoltre i concorrenti che partecipavano con la specialità Pizza STG si dovevano attenere ad un dettagliato disciplinare redatto alcuni anni fa da alcuni pizzaioli napoletani per tutelare una determinata tipologia di prodotto del territorio. Se la pizza presentata come specialità STG non rispettava pienamente il regolamento era immediatamente penalizzata. Devo dire che la partecipazione a un tale evento mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto riflettere sul nostro stato di panificatori inteso come categoria: noi abbiamo la forza di un sindacato federale, loro no; loro hanno la fantasia, l’allegria e l’umiltà, noi un pochino l’abbiamo persa. Loro vogliono imparare da noi a fare il pane, noi invece pensiamo di sapere fare la pizza meglio di loro. L’umiltà è sempre stata una nostra caratteristica, ma ultimamente qualche cosa è cambiato: siamo cambiati noi o ci siamo fatti cambiare?
Carla Barbieri - Presidente Panificatori Pavia
venerdì, settembre 23, 2011
Recensione I segreti di un'arte

Ecco una delle tante recensioni apparse in rete del mio testo I segreti di un'arte.
http://www.cavoloverde.it/public/articoli/libri/354-la-settimana-del-libro.asp
Grazie a tutti coloro che lo hanno recensito, acquistato ed avuto la pazienza di leggere, traendo, magari, spunti interessanti. Grazie ai professionisti, agli studenti, ai semplici amanti, ai blogger ed agli appassionati di questa meravigliosa arte.
mercoledì, gennaio 19, 2011
Tutti Maestri
Leggendo riviste di settore e girando per fiere si vedono spesso persone che si fanno chiamare ” Maestro” o vengono menzionati come tali … lo sono o ormai la parola viene abusata un po’ come la parola “chef”? Dal mio punto di vista, per attribuire ad una persona questa definizione bisogna fare molta attenzione; chi si nomina maestro se lo deve meritare; un maestro deve spaziare su tutto quello che è il suo lavoro, conoscere perfettamente le cose che usa, dare spiegazioni e risolvere problemi .
Ancora una volta stiamo dando più valore all'immagine che alla sostanza; oggi viene valorizzata spesso la persona che si sa vendere bene come immagine, ma spesso di poca capacità, sentendo a volte critiche dopo le dimostrazioni presso aziende, grossisti ecc. Alle fiere i si vedono fare cose assurde e di ogni tipo; maestri che non riescono a dare risposte o peggio fanno i prodotti senza spiegarne il perché; metodologia usata, paragone tra due sistemi di produzione, i pro e i contro, ecc. … però … il cappello a tubo, scritte di sponsor, grembiuli lunghi innanzi tutto l'immagine; tutto questo serve oppure è tutto un castello di carte che piano piano sta cadendo?
Parlando con ragazzi del Gruppo Giovani è venuta fuori spesso questa farse ( ma un’ altra volta il corso su ....) e allora ci siamo messi e abbiamo cercato di impostare i corsi su argomenti nuovi, vedi il “mezzo sale” che per noi è un veicolo per arrivare a far parlare i panettieri e non per dare loro come si dice “ la caramella” con una o due ricette trite e ritrite.
Sette/otto anni fa, appena una azienda organizzava un corso era una gara a chi arrivava per primo, ma ora spesso o meglio … sempre, sento dire " Sì, il corso ma … cosa vengo a fare? Sempre le solite cose! Devo stare sveglio per vedere a fare il pane con un nuovo miglioratore o un Mix!" A questo punto mi pongo una domanda: “ ma … serve ancora fare tanto fumo per nulla?”
Le aziende, perché non puntano a formare dei nuovi panettieri/ pasticceri pensando che la cosa che manca è un ricambio generazionale e non " maestri" che spesso ribadisco gli stessi concetti da anni mancando proprio di professionalità.
Anche a Verona eravamo invasi da " maestri ", ma poi nessuno si è portato un coltello da casa, una raspa per tagliare la pasta, mentre… i fornai, che sono solo fornai, si sono portati tutto il necessario. Io mi sono portato la mia piccola attrezzatura; l’ho prestata a tutti e come me altri fornai , uomini e donne; noi non siamo “maestri”, ma professionisti che hanno pensato che sia meglio prevenire che curare! Sicuramente con qualche mancanza, vista la complessa macchina della fiera senza però andare avanti con delle pretese come: " Ci doveva pensare la Federazione!" Da un certo punto di vista può essere anche giusto, ma un " maestro” è anche da queste cose che si riconosce; non può rischiare di far brutta figura, si deve saper organizzare, per di più durante una fiera .
Non sono “Maestro”! Io impasto farina, acqua, lievito , sale… sono un Panificatore Artigiano.
Buon lavoro a tutti Maestri e non
Claudio Zendroni coordinatore nazionale GG - FIPPA